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Siamo un
gruppo di studenti e cittadini nuoresi convinti che sia necessario difendere e
salvaguardare e valorizzare una delle poche e residuali opportunità economiche,
sociali e culturali rimaste nel nostro territorio e cioè l’Università.
A nostro
avviso l’Università, così come qualsiasi altro ente o istituto operante
nell’ambito della cultura e della formazione, dovrebbe comunicare e muoversi
come un unico fronte a prescindere da logiche politiche, conservando come fine
ultimo quello di offrire agli abitanti del territorio un servizio adeguato,
efficace, privo di frontiere e barriere ideologiche.
Ciò che più
lascia perplessi è, però, un diffuso pregiudizio sulle cosiddette
“gemmazioni” che – almeno per quanto concerne la sede di Nuoro –
riteniamo pecchi di leggerezza e avventatezza.
Forse, nella
fondazione del polo universitario nuorese, sono stati talvolta commessi errori
di valutazione non tanto nella scelta dei corsi di laurea quanto nel non aver
difeso adeguatamente alcuni corsi peraltro unici in Sardegna come Scienza
dell’Amministrazione, Governo e Sviluppo Sociale, Servizi Sociali e Scienza
Ambientali e Forestali.
Nonostante
questo, riteniamo giusta l’idea di aver voluto investire in Nuoro come un
nuovo fronte del movimento universitario isolano.
L’esigenza
dell’università a Nuoro – seppur fino ad ora basata su corsi gemmati da
Sassari e Cagliari – è nata negli anni settanta per decisione di
un’apposita Commissione Parlamentare (Commissione Medici) in risposta al
crescente sottosviluppo economico del nostro territorio. Detta Commissione ha
cercato di individuare i possibili indirizzi ed interventi tesi a favorirne la
ripresa e lo sviluppo indicando nella conoscenza e nella formazione (quindi
nell’università) uno dei presupposti essenziali per il miglioramento della
condizione socio-economica, valorizzazione e rilancio del nostro territorio.
Nel 1990, in
linea con i principi della Commissione Medici, si costituisce un consorzio
amministrativo tra la Provincia ed il Comune di Nuoro denominato “Consorzio
per la promozione degli studi universitari nella Sardegna centrale”.
Diversamente
dalle altre sedi decentrate isolane il Consorzio è l’unico in Sardegna
costituito mediante decreto del Presidente della Giunta Regionale (n. 11 del
23.11.1990).
Il primo
impegno del Consorzio è stato quello di avviare e organizzare il Corso di
Scuola a fini speciali in “Esperto della Pubblica Amministrazione e Governo
Locale” con una convenzione stipulata con l’Ateneo di Cagliari. Questo corso
che nell’anno accademico 1995/1996 è stato trasformato in diploma
universitario era un corso unico in tutta la Sardegna e nell’anno 2001 per
scelta operata dall’Ateneo cagliaritano è stato duplicato a Cagliari e con il
passare del tempo ha subìto una continua e costante demolizione che ha portato
all’attuale critica situazione di smantellamento totale.
Con
un’altra convenzione con l’Ateneo di Cagliari nel novembre del 1992 è stata
avviata l’attività di una sezione staccata di “Scuola per Assistenti
Sociali” con 30 studenti. Questo corso a decorrere dall’anno accademico
1995/1996 è stato trasformato in Diploma Universitario in Servizio Sociale, e
successivamente in laurea triennale, a numero chiuso, con 30 allievi per anno
accademico.
Nel 1992 è
stato siglato con la Regione Sarda un accordo di programma che disciplina i
rapporti tra i due soggetti e indica gli impegni di ciascuno di loro.
In aggiunta
alle attività già avviate sono stati introdotti i due corsi di laurea in
“Scienze Ambientali e in Scienze Forestali”, istituiti con provvedimento
governativo e gemmati da Sassari e di “Ingegneria Gestionale” da Cagliari (quest’ultima
mai avviata nonostante l’attribuzione all’Ateneo Cagliaritano di 3 miliardi
l’anno di vecchie lire dal 1991 al 1994).
Con il
decreto Mussi ( che in applicazione del D.M. 509/99 sui requisiti minimi
richiesti per l’attivazione e accreditamento dei corsi di laurea impone un
numero minimo di docenti in ruolo per corso, numero minimo di iscritti,
e divieto di istituire nuovi corsi nelle sedi decentrate ) già
dall’anno Accademico 2007/2008 si sono create situazioni difficili anche per
la sede di Nuoro, perché non si tiene conto della sua peculiarità e delle
diversità dalle altre sedi gemmate.
Il
proliferare dei corsi, spesso doppioni, nei vari paesi delle province sarde, e
l’istituzione del fondo unico ha determinato una consistente contrazione delle
risorse finanziarie: nella finanziaria del 2008 il contributo e’ passato da
3.113.000 euro a 2.697.000 circa.
Negli ultimi
tempi anche in considerazione di una maggiore attenzione da parte
dell’opinione pubblica locale, dei politici nuoresi e degli studenti del corso
di Amministrazione e Organizzazione sta emergendo la volontà di scommettere
sull’università a Nuoro, ma ciò che più conta è che si sta imponendo la
necessità di ridisegnare un progetto che qualifichi l’esistente e anziché
ampliare l’offerta formativa individui corsi unici ed esclusivi possibilmente
legati a capitalizzare le caratteristiche del nostro territorio.
Il nuorese, e
solo il nuorese, ingloba caratteristiche culturali, ambientali e storiche tali
da prospettare una formazione accademica che vada ben oltre lo stereotipo
educativo attribuito alle sedi gemmate.
Basti pensare
alle innumerevoli possibilità di interazione tra l’Università e gli enti
culturali, artistici e museali che operano in Provincia (MAN, ISRE, Biblioteca
Satta, Fondazione Nivola, Festival di Gavoi, Museo Deledda, Museo Archeologico
etc.) senza tralasciare l’incredibile ricchezza archeologica, antropologica,
naturalistica, faunistica e florovivaistica dalla quale si potrebbe attingere
per favorire un rapporto diretto tra studenti, didattica e comunità.
Inoltre,
grazie al rapporto simbiotico con queste realtà già profondamente consolidate
sia in ambito economico che pubblicitario e promozionale, verrebbe sicuramente
ampliata l’utenza dell’ente, stabilendo per giunta azioni comuni ed omogenee
con la comunità internazionale.
E’
necessario puntare a corsi iperspecialistici capaci di codificare e veicolare in
un processo virtuoso le risorse locali, è l’unica strada percorribile per far
rinascere il Polo Universitario Nuorese.
Ed
è proprio questo il percorso che riteniamo indispensabile intraprendere, in
modo da rianimare un polo barbaricino che ha la necessità, ma soprattutto la
volontà, di emanciparsi in un progetto di università di nicchia, utile a
capitalizzare le eccellenze del proprio territorio.
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