Spazionif - Galleria per Immagini Articolo 21 Jacopo Settanni

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- Al Sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi.- Al Presidente del Consiglio Giovanni Salis.- All'Assessore per l'Università Paola DemuroPremesso che :pur restando fermamente favorevoli alla permanenza e radicazione dell'Università Pubblica a Nuoro, a tutt'oggi non si hanno notizie sulle vicende relative alla nascita della Fondazione, né quali siano le risorse nella disponibilità del Commissario e neppure quali siano i corsi ottenuti per l'Anno Accademico 2012/2013.Considerato che:entro il 31 maggio 2012 gli Atenei dovranno presentare l'offerta formativa al MIUR per il prossimo Anno Accademico, pena la esclusione dal poter organizzare i relativi corsi, i sottoscritti consiglieri comunali con la urgenza che il caso richiede ai sensi dell'art.27 comma 7 del Regolamento del Consiglio Comunale con la presente CHIEDONOche vengano convocate nel primo Consiglio utile, la Commissaria del Consorzio Sig.ra Caterina Loi e l'Assessore per l'Università Sig.ra Paola Demuro, per rendere delucidazioni specifiche sui seguenti argomenti :1.- Quali siano i corsi che saranno avviati o rinnovati a Nuoro per l' Anno Accademico 2012/2013; 2.- Quali siano i tempi per la costituzione della Fondazione che dovrebbe subentrare al Consorzio esistente; 3.- Quali siano le azioni che il Commissario intende adottare nell'immediato per procedere alla liquidazione del Consorzio e quali invece saranno rivolte al trasferimento delle attività, “senza soluzione di continuità”, dal suddetto Ente alla costituenda Fondazione .4.- Come si intende regolare il trasferimento dei beni immobili dal Consorzio alla Fondazione: gli stessi saranno conferiti in comodato d'uso o in proprietà?5.- Si vuole, inoltre, sapere se si sono avute delle interlocuzioni con la Regione ed in particolare :  Se detto Ente ha espresso il proprio parere in ordine alla liquidazione del Consorzio ed al trasferimento delle competenze in capo alla Fondazione quale organo destinatario dei fondi per l'Università diffusa; se ha confermato la propria disponibilità a sostenere l'Università nuorese ed in quali termini e modalità; ogni ulteriore delucidazione rivolta a descrivere lo stato dell'arte riguardante i rapporti tra la RAS e gli Enti ed i soggetti preposti al controllo della Università nuorese. I ConsiglieriLiliana Mustaro (Ideacomune)Stefano Mannironi (Ideacomune) Paolo Cottu (Democratici per Nuoro)Paolo Manca (Gruppo Misto)Antonello Mercurio (Riformatori sardi)) Giuseppe Montesu (PDL)Pierluigi Saiu (PDL)Pietro Sanna (PDL)Enrico Spanu (PDL)Marcello Seddone (PSDAZ)Manca Paolo (UDC)Nicola Selloni (UDC)Giuseppe Tupponi (CIC)Emilio Usula (Rosso Mori )
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Caro Presidente, sperando di interpretarne pienamente il sentire, ti scrivo a nome del Movimento Referendario Sardo. In altre parole, ti scrivo a nome di centinaia di Sindaci e amministratori locali di tutta la Sardegna che, insieme a tante autorevoli personalità' della società sarda, hanno promosso i DIECI REFERENDUM per CAMBIARE la SARDEGNA che, in poco meno di un mese, hanno raccolto decine di migliaia di adesioni tra i cittadini sardi. E anche a nome di queste decine di migliaia di sardi, io voglio scriverti.I promotori dei Referendum hanno pensato di utilizzare uno strumento straordinario di partecipazione democratica per dare a tutti i sardi la possibilità di pronunciarsi in fretta su temi di cui molto si parla e poco si fa: l'abolizione delle province, i costi della politica, la centralità del cittadino nelle scelte. Tutti temi molto sentiti dai sardi, sui quali si sarebbe potuto raccogliere un risultato di sottoscrizioni ancora maggiore. Si è preferito invece chiudere la raccolta prima di Natale per poter seguire con precisione i tempi dettati dalla legge referendaria sarda: consegna delle firme entro il 31 dicembre 2011 per votare nella primavera 2012. Le firme sono state pertanto consegnate in Corte d'Appello il 29 dicembre 2011 e, secondo legge, sono state trasferite nei 10 giorni successivi all'Ufficio Regionale per il Referendum, da te nominato. Sempre a termini di legge, l'Ufficio Regionale ha avuto 15 giorni di tempo per esprimersi sulla legittimità dei quesiti e sulla congruità del numero dei sottoscrittori. Al più tardi il 24 gennaio 2012, secondo quanto disposto dalla legge, si aspettava dunque il responso dell'Ufficio della Regione. Siamo invece al 28 gennaio e dall'ufficio non viene segno di vita, al punto che alcuni iniziano a porre in dubbio che tu possa emanare il 30 gennaio, come disposto dalla legge, il decreto che indice i referendum. In altre parole, se l'Ufficio Regionale non si esprimesse, tu non potresti decretare l'indizione dei Referendum e, di conseguenza, i sardi sarebbero espropriati del più elementare dei diritti democratici, quello della partecipazione diretta. Se i tempi di legge venissero ignorati, il voto referendario in Sardegna rischierebbe di slittare addirittura di due anni e la sua valenza sarebbe pressoché annullata. La situazione diventerebbe allora esplosiva, sia per la esplicita,gravissima lesione dei diritti dei sardi, sia per la responsabilità degli uffici regionali nei ritardi rispetto ai tempi stabiliti dalla legge. Nell'attuale contesto di crisi sociale e di drammatiche incomprensioni tra cittadini e Palazzo, non sembra davvero possibile correre il rischio che la lentezza della burocrazia regionale possa sconfiggere la forza della democrazia! Sarebbe difficile spiegare ai sardi che la farraginosità degli uffici regionali impedisce loro di esprimersi sui temi dei 10 referendum! È per questo che chiedo il tuo immediato intervento perché siano rispettati i tempi previsti dallo Statuto e dalla Legge regionale sui referendum e perché i sardi possano esprimersi nella primavera 2012 sui 10 quesiti che possono far partire il processo di cambiamento di cui la Sardegna ha infinito bisogno. So bene che eventuali azioni urlate e manifestazioni di protesta da parte del Movimento Referendario farebbero ancor più danno alla fiducia popolare nelle istituzioni: è per questo che ti chiedo di agire immediatamente a tutela delle leggi e dei diritti di partecipazione democratica e resto in attesa del tuo urgente intervento di garanzia sugli uffici regionali che ti consenta di decretare la data dei Referendum entro il 30 gennaio 2012, come disposto dalla legge.A nome del comitato ti sollecito, inoltre, un incontro urgente al fine di poterti rappresentare le nostre ragione e le nostre preoccupazioni.Cordialmente,A nome del comitato referendarioPierpaolo Vargiu
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Abbiamo più volte ribadito che l'Università nella realtà della Sardegna Centrale non solo debba esistere, ma debba e possa essere un fondamentale strumento di crescita culturale, economico e sociale di questo territorio.Siamo fortemente preoccupati dal silenzio, dalla mancanza di informazioni corrette e di iniziative non epidermiche su questo argomento da parte del mondo politico deputato alla soluzione del problema universitario nelle Sardegna centrale. Non vogliamo essere né disfattisti, né distruttori, né tanto meno additati come coloro che non tengono al bene della Città.Al contrario, proprio perché interessati al bene della collettività, ci sembra doveroso porre delle domande e altrettanto doveroso pretendere risposte che facciano chiarezza e dicano qual è lo stato delle cose su: Fondazione - Offerta Formativa - Finanziamenti.E’ del tutto evidente che al momento “l’Università nuorese” sta sprofondando in una condizione di totale precarietà, non solo per i noti problemi logistici e strutturali: campus universitario ancora a livello embrionale, continui e inaccettabili ritardi nell'erogazione dei fondi regionali (che, quando arrivano, sono continuamente decurtati), mancanza di chiarezza della Regione su quell'impegno assunto con un emendamento alla finanziaria relativo alla costituzione del polo universitario, per non parlare della Fondazione, fortemente voluta dalla Provincia di Nuoro, e di cui appena due mesi fa si è votato lo statuto, ma che non è ancora costituita.Ricordiamo che lo scioglimento del Consorzio per l'Università e la conseguente sostituzione con la Fondazione è stata giustificata con la motivazione che non si poteva tenere in piedi più di un consorzio fra gli stessi enti: di conseguenza la Provincia riteneva necessario salvaguardare il Consorzio per la pubblica lettura “S. Satta”, oggi peraltro abbandonato a sé stesso come quello universitario. Diversi indizi e tanti dubbi portano precise domande:- Quali sono gli ostacoli che impediscono alla Fondazione di divenire un soggetto operativo?- Chi o cosa sta frenando la sua nascita?- La paralisi è determinata dal cambiamento del contenitore lasciando immutati i contenuti?- La Regione Sardegna farà parte della Fondazione?- In quale modo si pensa altrimenti che la Regione continui a finanziare la Fondazione? Allo stesso modo in cui ha finora finanziato il Consorzio?- Il Comune di Nuoro, la Provincia e la Regione Sardegna vogliono davvero che il polo Universitario della Sardegna Centrale abbia una seria prospettiva di nascita, crescita e stabilizzazione?Le azioni concrete adottate dal Comune e dalla Provincia di Nuoro sono risultate inconcludenti, se non addirittura controproducenti, rispetto alla realizzazione dei programmi presentati in campagna elettorale.E' quanto mai urgente che la Provincia, il Comune di Nuoro e la Regione Sardegna elaborino e approvino un nuovo Protocollo d'intesa che preveda finanziamenti adeguati e certi nel corso degli anni, affinché i propositi diventino realtà.Compito della politica è dare risposte adeguate e rispettare gli impegni presi, altrimenti le responsabilità del fallimento saranno evidenti e facilmente individuabili.ASUSC Nuoro
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Questo puo' essere il titolo della manifestazione che e' stata organizzata in occasione di Mastros in Nuoro nei giorni 18-19 e 20 novembre 2011Dal punto di vista di un operatore artigiano che svolge la propria attivita' da più di trent'anni nel quartiere di San Pietro a Nuoro; Oppure …Mastros in Via Chironi perche' in quella via di questo vecchio quartiere tutto si e' concentrato pur esistendo pochissime attivita' che in essa operano stabilmente durante l' anno, (appena 5)La sagra degli hobbisti poichè gli stessi non hanno la possibilità di aprire una propria attivita' per cui una volta all'anno si dedicano all' esposizione dei loro manufatti cercando di venderli al fine di avere una minima possibilita' di ricavo, e questa manifestazione è l’unica occasione per potersi far conoscere.Se è vero che tanti manufatti sono degni di attenzione ed apprezzamento , e rappresentano il frutto di tanta creativita' locale , non è men vero che al lato pratico nulla di tutto questo riconduce minimamente ad una crescita del tessuto produttivo del quartiere, frustrando le potenzialita' economiche dello stesso .Mentre alla prima edizione di Mastros tenutasi nel 2004 a Santu Predu operavano tante botteghe artigiane, attualmente molte di esse , per vari motivi, sono state costrette alla chiusura. Affitti troppo cari, fiscalizzazione elevata, degrado dei siti , mancanza di un appoggio da parte delle varie amministrazioni che si sono avvicendate in questi anni.Le piccole imprese che tuttoggi sopravvivono nel quartiere e danno lavoro sia ai titolari sia ai loro dipendenti, non sono tenute in alcuna considerazione da chi dovrebbe in qualche maniera riconoscere il lavoro dalle stesse svolto, e perche no? anche essere il fulcro di un' attenzione che davvero meritano non fosse altro perchè sono soltanto dette attività che creano la ricchezza del quartiere. Le loro richieste di migliori e più puntuali servizi invece di trovare accoglimento sono considerate dalla Amm.ne come degli ostacoli e tendenti ad innestare polemiche, quando in realtà sono esclusivamente rivolte ad agevolare ed incrementare l'attività esercitata nell'interesse non solo degli operatori ma della intera economia del quartiere.Non si capisce poi perchè la gran parte delle attività debbano essere concentrate nella Via Chironi dove operano in realtà soltanto una minima parte degli artigiani locali, dimenticando pressochè totalmente la restante parte del quartiere che offre luoghi e situazioni che pure meritano di essere valorizzate.Non solo, ma all'indomani di queste manifestazioni tutto ritorna come prima mancando qualsiasi programmazione che le possa inserire in un progetto più complessivo volto al sostegno ed alla divulgazione della cultura e della economia locale.- Strade deserte, nessun percorso segnalato in maniera razionale per dare visibilita' alle bellezze del quartiere , agli edifici storici e , perchè no, anche alle attività artigianiali che pur nelle difficoltà contribuiscono a mantenerlo vivo. Gli edifici di proprieta' del Comune vengono tenuti chiusi per altri 363 giorni fino alla successiva edizione di Mastros. Ci si chiede perché non si consente ai partecipanti di poterli utilizzare quanto meno fino a Natale così da ravvivare il quartiere per tutto il mese di dicembre. Invece, le strade ritornano deserte e la tristezza riavvolge chi è costretto a lavorare in queste condizioni. Anche l'entusiasmo viene meno, perche tutto si spegne , mancando quell'ossigeno che una economia depressa come quella nuorese non riesce più a fornire , anche a quelle attività che operano da circa 30 anni .Come si può dunque convincere gli hobbisti per necessita' ad acquisire quella sicurezza che gli consenta di poter operare durante tutto l'anno e non solo in occasione della manifestazione Mastros in Nugoro ?L'amministrazione potrebbe concedere in locazione tutti gli spazi disponibili a quelle persone che dimostrano di voler esercitare seriamente un' attivita' creativa. In tutto il mondo le societa' e le comunita' si distinguono e caratterizzano per le capacità degli uomini e delle donne che di esse fanno parte , per la loro abilità nel saper fare : i manufatti sono e continuano ad essere la testimonianza del livello culturale raggiunto.Si abbia il coraggio di credere nelle nuove generazioni che per mancanza di risorse e paura di essere oppressi dalla pressione fiscale enorme ,non possono attivarsi alla realizzazione del proprio sogno di rendersi utili e autonomi economicamente in questa comunitàSi diano i locali a costi agevolati , si defiscalizzino in parte i ricavi ottenuti così da consentire a chi opera di poter diventare autosufficiente e che possa investire nella propria attvità, affinche' l' economia reale ricominci a girare nell'interesse di tutti.Si abbia il coraggio di utilizzare in particolare lo stabile Casa Sulis, o Casa Ciusa, o Casa Contrafforti, per una esposizione permanente di tutto ciò che gli artigiani di Nuoro producono. La stessa città avrebbe un'altro aspetto che darebbe lustro a chi vi opera facendola apprezzare ai cittadini locali ed ai visitatori .Si attivi un tavolo di lavoro con l' amministrazione attraverso i suoi assessori competenti ed un comitato che rappresenti tutti gli artigiani, per dare vita ad una progettazione partecipata che porti al raggiungimento di quegli obbiettivi che potenzialmente si riterranno idonei a valorizzare le produzioni e la economia locale.Si sensibilizzino gli artigiani affinchè collaborino con l'Amm.ne per la riuscita del progetto nell'interesse comune .Il tutto nell'auspicio che alle luci ormai spente della Manifestazione Mastros in Nugoro non segua il solito silenzio ed il buio che caratterizza gli inverni nuoresi , ormai sempre più lunghi e privi di qualsivoglia bagliore che possa ridare speranza a quelle persone che, nonostante tutto, ancora credono nelle potenzialità di questo borgo.Delogu Antonello Artigiano in Santu Predu dal 1980
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